Pubblicato da: ecotesticoli su: 14 Gennaio, 2009
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 4 Dicembre, 2008
Pubblicato da: ecotesticoli su: 18 Novembre, 2008
Abbiamo deciso di riportare integralmente l’articolo presente nel blog di Beppe Grillo.
No faremo nessun commento alla cosa, le immagini ed il testo sono fin troppo esplicativi. Vi chiediamo cortesemente di leggere tutto l’articolo (anche se le immagini sono davvero raccapriccianti) e di diffondere il più velocemente possibile questa notizia.
by ilConte
Quando i delfini balena si avvicinano alle isole Far Oer della Danimarca è un giorno di festa. Le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei.

I delfini balena arrivano in gruppi, molte femmine con i piccoli. Sono animali socievoli, curiosi e non hanno timore dell’uomo. E’ il grande spettacolo di autunno per gli isolani. In motoscafo spingono le balene nelle baie dove l’acqua è poco profonda.

Quindi si avvicinano con fiocine di due chili e le piantano più volte nelle carni degli animali finchè non li hanno immobilizzati. I carnefici delle Far Oer possono allora estrarre i coltelli da 15 centimetri e tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. I piccoli danesi applaudono mentre le balene gridano. Non lo sapevate? Le balene gridano come gli esseri umani quando sono macellate. L’acqua acquista un bel colore rosso sangue. 2.000 balene sono trascinate sulla riva dai coraggiosi abitanti delle Far Oer per essere lasciate agonizzare. La maggior parte marcisce ed è ributtata a mare.

Il delfino balena è una specie protetta e non si conosce il numero di esemplari ancora esistente.
Invito i lettori del blog a non recarsi in vacanza nelle isole Far Oer o a comprare prodotti danesi fino a quando questo ignobille massacro durerà.
Inviate una mail alla regina di Danimarca per chiederle di intervenire e promuovete questa iniziativa sul vostro blog.
Fonte: Beppegrillo.it
Pubblicato da: ecotesticoli su: 14 Ottobre, 2008
Nel post precedente esprimevamo le nostre perplessità sul nucleare ed invitavamo gli utenti ad esprimere la loro opinione sull’argomento. Questi i risultati raccolti fino ad oggi:
Come potete vedere i voti non sono molti ma, comunque, si percepisce una forte volontà nel NON VOLERE IL NUCLEARE.
A questo intervento vorrei aggiungere che è nata un iniziativa popolare su Perilbenecomune.org: una petizione che ha come obiettivo quello di palesare a chi ci governa che esistono ancora tanti, tantissimi italiani che non vogliono assolutamente sentir parlare di nucleare. Troverete la petizione al seguente indirizzo: http://petizione.perilbenecomune.org/
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 23 Settembre, 2008
A quanto pare agli italiani piace sbagliare. Negli anni in cui il nucleare poteva procurare dei vantaggi, economici in testa, gli italiani – spaventati e confusi – decisero che la loro penisola doveva essere libera dal nucleare. Una scelta che all’epoca fu sicuramente un duro colpo per l’economia e ci rese dipendenti dagli altri paesi.
Oggi lo spettro, radioattivo, del nucleare si ripropone e oggi come allora gli italiani stanno per commettere un altro errore.
Sempre più persone vogliono il nucleare perché pensano che sia l’unica alternativa possibile. Non è vero! Sempre più persone bramano l’energia derivata dalle super-centrali nucleari perché economicamente più sostenibili. Non è vero!!
Il fatto che altri paesi abbiano delle centrali nucleari non vuol dire che allora dobbiamo averne anche noi. Ci sono dei grossi problemi derivanti dal nucleare ed il rischio di scoppio è quello macroscopico ma meno rilevante. Ci sono problemi legati allo smaltimento delle scorie. Non sapremmo dove mettere questi rifiuti “scomodi” ed i paesi che prima li raccoglievano per lo stoccaggio cominciano a rifiutare questi “scarti”: sono quasi completamente saturi.
Problemi di costi. Negli Stati Uniti una valutazione effettuata su 75 reattori nucleari stimava i costi previsti sui 45 miliardi di dollari (34 miliardi di euro), ma i costi effettivi dei 75 reattori sono stati 145 miliardi di dollari (110 miliardi di euro). In India, il paese con l’esperienza più recente in costruzione, i costi completi degli ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio.
Secondo il primo cittadino di Caorso, ex avamposto nucleare della Pianura Padana, “Se questa è l’intenzione, cominciamo a parlarne. Sarebbe da pazzi dire no al nucleare a Caorso, ma bisogna prima coinvolgere la gente, discutere con gli enti locali, creare il consenso” e secondo Umberto Bossi “Le centrali nucleari? In Padania la gente le accetterebbe. Siamo gente civile, non vogliamo rimanere senza frigo e condizionatore”
La speranza è che gli italiani e, in questo caso, i padani della “vecchia guardia” non si facciano prendere dalla smania di rimediare agli errori del passato, commettendo un secondo errore – forse – anche peggiore.
Inoltre sarebbe auspicabile che le nuove generazioni, e quelle un po’ meno nuove, approfondissero maggiormente il tema del nucleare per avere un’idea più concreta dei benefici e dei rischi derivanti dal nucleare.
Il vero problema è che manca la “nota dolente” nelle informazioni riportate dai media nazionali a cui si aggiunge una mirata disinformazione. In queste condizioni il nucleare più che un ipotesi è quasi una certezza.
Qui sotto troverete il link ad un sondaggio sul nucleare, mi piacerebbe sapere che opinione avete sul nucleare.

Clicca qui per il sondaggio
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 22 Settembre, 2008
Uno splendido video realizzato in Animation 3D che mostra quali possono essere i danni causati da un Surriscaldamento Globale.
Clicca sull’immagine per vedere il video.

Quercus / Global warming from dirtyjohan on Vimeo.
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 25 Agosto, 2008
Canada, 24 aprile 2006
La cappa di ghiaccio, elemento fondamentale alla sopravvivenza degli animali del Polo, tra cui l’orso polare, si sta riducendo dell’8% all’anno. Gli ambientalisti canadesi sostengono che lo scioglimento sia causato dell’Effetto serra e che questo influenzi la vita degli orsi, soprattutto sulla loro riproduzione, che deve effettuarsi in una grotta scavata nel ghiaccio. Gli orsi, spinti da questo scioglimento, migrano in aree abitate o verso altre banchine di ghiaccio, per cercare “una nuova abitazione”, ma spesso vengono uccisi o muoiono durante il tragitto.
Alaska, 22 agosto 2008
Alaska, nove orsi polari in pericolo.
Si sono spinti al largo in cerca di cibo e ora potrebbero non essere più in grado di tornare sulla costa. Il cibo sulle banchise scarseggia e gli orsi sempre più affamati sono costretti a spingersi in mare aperto per cercare nutrimento. Una ricognizione aerea di scienziati governativi nel mare di Chukchi in Alaska ha scoperto, in questi giorni, almeno 9 orsi polari che nuotavano a grande distanza dalle coste, uno di questi era addirittura ad un centinaio di chilometri. L’Artico sta cambiando più rapidamente e drasticamente di qualsiasi altra zona del Pianeta e il 2007 ha fatto registrare lo strato più sottile di ghiaccio artico nella storia. Le immagini satellitari mostrano che il 16 agosto il ghiaccio era assente in molte delle zone in cui sono stati avvistati gli orsi polari. Le previsioni mostrano che la perdita di ghiaccio di quest’anno potrà eguagliare o superare quella dello scorso anno.
Fonte: Corriere.it
La scomparsa di questi animali e del loro habitat non è altro che la conseguenza dei gravi cambiamenti climatici che stanno sconvolgendo il pianeta. Gli orsi polari non sono che la punta dell’iceberg. Dobbiamo fermare questo eco-disastro o gli orsi non saranno gli unici a rischiare l’estinzione!
Guarda il video in alta qualità su Vimeo.com => L’orso polare sta scomparendo!
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 7 Agosto, 2008

Potrebbe rappresentare una vera rivoluzione nel campo delle tecnologie ecosostenibili.
La prima chiave USB biodegradabile è realtà. Questa memoria di massa è costituita in prevalenza di granoturco, o meglio, da plastica ricavata dalla fermentazione del mais che è in tutto e per tutto simile alla plastica ricavata dal petrolio. La bio-penna è in vendita, da pochi giorni, sul sito ufficiale della HOSHINO e come potete notare dalla foto la forma del Pen Drive, giustamente, ricorda quella di una pannocchia.
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 7 Agosto, 2008
by ilConte
Pubblicato da: ecotesticoli su: 1 Agosto, 2008
by ilConte
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